“Oggi sull’asse della via Emilia, da San Pietro a Santo Stefano, ci sono circa 270 negozi vuoti. Questo vuol dire che viviamo in una città fantasma, spettrale”.
Giacomo Scillia, per 20 anni segretario aggiunto di Confesercenti (dall’86 al primo decennio del Duemila), ha visto il cuore di Reggio trasformarsi.

Com’è cambiato il centro storico di Reggio?
“E’ cambiato, nel senso che da centro storico gioiello che le città vicine ci invidiavano, parliamo degli anni Ottanta e Novanta, oggi è diventata una periferia mal curata e mal tenuta di una grande città”.
Capita di vedere anche al venerdì sera o al sabato la città deserta. “Non vorrei parlare di sicurezza, perché sembra di dire sempre le stesse cose. Però, se una città una funziona, se è viva, se c’è energia, allora la gente la frequenta, riempie le strade. Ma se il quadro è quello di una natura morta, allora avanza la criminalità, il degrado e la gente, in questo caso i residenti, non possono fare altro che rinchiudersi in casa. Oppure, come sta succedendo, cercare casa fuori, scappando dal centro”.
Qual è la ricetta per rianimare una città che da anni boccheggia e non respira?
“C’è dagli anni Settanta una volontà politica precisa di svuotare il centro storico. Si è rinunciato alla caserma dei soldati, alla scuola di polizia, al tribunale, alla Camera di commercio, all’Inps, alle carceri, alla Standa, agli avvocati a tanti professionisti che per svolgere la loro attività hanno scelto di uscire dalle mura dell’esagono. E potrei continuare… Migliaia di persone che ogni giorno frequentavano il cuore della città e che ora non ci sono più.
E i ristornati sono più vuoti, i negozi vendono meno, i cinema non ci sono più. E’ un cane che si morde la coda”.
E conclude: “Ho parlato per tanto tempo con i commercianti, adesso lo faccio a malincuore, perché so quali sono le risposte: “Non funziona, non vendiamo. Avrei voglia di chiudere, ma non posso, perché servono i soldi anche per quello. E’ un’amarezza”.
E gli eventi per rivitalizzare il centro e la giunta che ascolta i cittadini?
“Gli eventi per rivitalizzare il centro li hanno ideati la Confesercenti, la Confcommercio e la Cna circa 20 anni fa. Ma gli spettacoli sono solo la ciliegina sulla torta se la macchina funziona, se il motore è spento, non si va avanti”.
Fa bene la giunta ad ascoltare i cittadini, io mi permetterei di aggiungere che la priorità dovrebbe essere quella di ascoltare le associazioni economiche. Mi dispiace, ma tempo breve, non vedo un roseo futuro per il centro storico di Reggio”.




