E’ finito a processo, accusato dalla sua ex moglie, residente nella Bassa reggiana, di aver ingaggiato un sicario, pur essendo in carcere, per farla uccidere.
In tribunale per stalking, violenza privata e violenza sessuale, un uomo quarantenne è stato assolto perché i fatti non sussistono. Finora ai domiciliari, è stato subito rimesso in libertà dopo la sentenza della Corte d’Assiste presieduta da Cristina Beretti. Anche la pubblica accusa ha chiesto l’assoluzione, evidenziando diverse contraddizioni emerse dalla presunta vittima, con accuse gratuite dettate sulla base dei gravi precedenti dell’uomo. La corte non ha ravvisato riscontri per gran parte delle accuse, ma smentite documentate da un consulente e da testimoni. Forse
un tradimento sentimentale alla base del rancore della parte lesa e delle sue accuse, ritenute infondate. La parte civile, invece, ha insistito sulla veridicità delle imputazioni, parlando di volontà di controllo dell’ex moglie, minacce di morte, pur nei periodi di detenzione dell’uomo. Nel 2023 il 40enne avrebbe costretto la sua ex ad avere un rapporto sessuale, filmando la scena e minacciando di inviare il video al compagno di lei. Ma il processo in Corte d’Assise si è concluso con l’assoluzione.