“Paura e preoccupazione non possono più salire a bordo di uno dei più popolari e importanti servizi pubblici fondamentali. È tempo di parlare davvero di sicurezza per il tpl, per i suoi utenti e per i suoi lavoratori. Qui c’è un pacchetto di dodici proposte, tante quante sono state le aggressioni degli ultimi due anni. Proposte che offriamo a Seta, molte delle quali rapidamente operative”.

Così Gaetano Capozza, leader di Fit Cisl a Reggio Emilia, interviene su un tema strategico, chiedendo che “l’azienda cambi passo, a partire dall’ascolto. Nel 2023 quasi tutti i sindacati chiesero un incontro e a quella lettera nessuno rispose. Ora ne è partita un’altra, inviata anche alla Prefettura”, prosegue Capozza.

Il pacchetto Fit Cisl nasce dall’ascolto quotidiano di chi lavora e di chi usa il servizio pubblico locale. “Queste proposte, specie quelle infrastrutturali, si possono finanziare, ad esempio, utilizzando i proventi della lotta all’evasione dei titoli di viaggio. Vorremmo un confronto con Seta per costruire un cronoprogramma chiaro, con verifiche periodiche e impegni scritti – prosegue Capozza –. Senza risposte concrete, il rischio è che l’emergenza diventi normalità”.

Le dodici proposte, organizzate per ambiti tematici, riguardano:

– L’installazione di un pulsante antipanico a bordo degli autobus. Pulsante che serve, a maggior ragione, sapendo che la centrale operativa, per poco personale, spegne il suo occhio alle 21:00 mentre gli autobus delle corse serali sono ancora fuori;
– messaggi in filodiffusione (come sui treni), multilingue, sulle regole da rispettare e le relative sanzioni;
– il check quotidiano delle telecamere a bordo degli autobus. Troppe volte il default di questi strumenti, manomessi, è stato scoperto con ritardo;
– School tutor nelle fermate più frequentate dagli studenti;
– la necessità di assumere più controllori;
– la necessità di assumere più personale in sala controllo;
– squadre (al minimo) di tre verificatori dei titoli di viaggio. L’aggressione di Scandiano insegna;
– Caserma Zucchi: se ne parla da anni, ma mancano bagni e un luogo dove sostare per gli autisti, specie quelli dei terribili turni da 12-14 ore ;
– più illuminazione nei parcheggi per gli autisti di via del Chionso;
– più illuminazione nel tunnel che porta alla stabilimento/deposito;
– l’esigenza di stalli dedicati al personale femminile nel deposito centrale;
– più videosorveglianza nei parcheggi per gli autisti.