Eseguito per la prima volta all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia un intervento chirurgico su una partoriente con una rara patologia della placenta.
“Madre e neonato stanno bene”, fanno sapere dall’Ausl. L’operazione riguardava una placenta cosiddetta ‘accreta’, condizione clinica rara e potenzialmente gravissima che la vede fortemente aderente all’utero materno.
A svolgerla è stata l’équipe multidisciplinare di Ostetricia e Ginecologia, in collaborazione con i servizi di Radiologia interventistica e di Anestesia e Rianimazione. “La paziente e il neonato sono in buone condizioni cliniche e il decorso post operatorio della madre è proceduto regolarmente. Il rischio maggiore in questi casi è di natura emorragica ed è tenuto sotto controllo nel corso della procedura grazie all’inserimento di un palloncino che chiude temporaneamente i vasi sanguigni collegati all’utero (cosiddetta embolizzazione profilattica)”, spiega l’Azienda sanitaria reggiana. “Da tempo abbiamo intrapreso un percorso di innovazione nella gestione delle gravidanze ad alto rischio ed elevata complessità, oltre che nella ginecologia conservativa. Questi risultati sono possibili grazie a tecniche avanzate e strategie integrate, sostenute dall’innovazione clinica, tecnologica e multidisciplinare”, spiega Lorenzo Aguzzoli, direttore della struttura di Ginecologia e Ostetricia che si colloca al primo posto in Italia per numero di parti podalici naturali, senza ricorso al taglio cesareo (90 in 5 anni) ed è un centro di riferimento regionale per il trattamento dei tumori ginecologici, in particolare per la rimozione di quelli ovarici è al settimo posto a livello italiano.




