È stato dissequestrato il terreno dell’area Dugara di Brescello, con il Tribunale del Riesame che ha escluso scientificamente ogni forma di inquinamento causata dagli imputati. Secondo le accuse in quel terreno ci sarebbe stata una discarica abusiva, con l’interramento di 900 mila tonnellate di scarti d’acciaieria che avrebbero provocato un inquinamento ambientale in particolare delle falde acquifere della zona. A finire sul banco degli imputati l’imprenditore Claudio Bacchi, la madre Franca Soncini, entrambi vertici della Dugara, cinque tecnici di ARPAE ed altri due professionisti, con il terreno ed alcuni strumenti informatici sequestrati dai Carabinieri il 10 dicembre. Il tribunale reggiano ha invece accolto la tesi dei consulenti della difesa, secondo i quali non vi sono forme d’inquinamento provocate dalla Dugara e dagli indagati. Si attende l’esito delle analisi dei campioni prelevati da AUSL ed ARPAE per stabilire se vi sia o meno una situazione preoccupante nella zona.
DUGARA DI BRESCELLO, DISSEQUESTRATI I TERRENI




