“La nostra manifestazione è servita”. Lo afferma senza esitazioni il presidente di Cia Reggio Emilia, Lorenzo Catellani, commentando la decisione di oggi del Parlamento Europeo di inviare il testo dell’accordo Ue–Mercosur alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per un parere giuridico sulla compatibilità dell’accordo UE – Mercosur con i trattati europei. Una scelta arrivata con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti.

Per Catellani non si tratta di un atto formale, ma di un segnale molto chiaro: “Questo voto dimostra che le nostre preoccupazioni non erano fuori luogo e che il tema non può più essere liquidato con superficialità”.

Il presidente ricorda che la manifestazione degli agricoltori reggiani a Strasburgo si è svolta ieri, proprio davanti al Parlamento europeo, in una piazza gremita di produttori provenienti da tutta Europa: «Siamo andati in Europa per difendere ciò che rende unica la nostra terra: il lavoro degli agricoltori reggiani e le nostre eccellenze. Il Mercosur, così com’è, rappresenta una minaccia concreta per chi produce qualità ogni giorno. Qualcuno aveva sottovalutato il problema, ma ieri abbiamo dimostrato che Reggio Emilia non resta a guardare e sa farsi sentire quando c’è in gioco il futuro del proprio sistema agricolo».

Per Catellani siamo in presenza di un «momento decisivo» per il territorio. Le imprese reggiane, sottolinea, arrivano da anni durissimi, affrontati «con sacrificio e responsabilità, puntando sempre su qualità, controlli e sostenibilità», senza mai arretrare sul fronte degli investimenti e dell’innovazione.

Proprio per questo l’accordo, nella sua forma attuale, “non è accettabile”: aprirebbe le porte a prodotti che “non rispettano minimamente i nostri standard sanitari e ambientali», mettendo seriamente a rischio “filiere che da generazioni rappresentano l’identità agricola ed economica di Reggio Emilia”.

“Non possiamo competere con chi non ha le nostre stesse regole”, ribadisce il presidente. “Abbiamo portato a Strasburgo le nostre storie, quelle di famiglie e aziende che hanno reso grande il nostro territorio. Non chiediamo privilegi: chiediamo rispetto ed equità. La nostra protesta non è stata contro l’Europa, ma per un’Europa che sia davvero giusta e coerente”.

Per Reggio Emilia, che fonda una parte essenziale del proprio patrimonio agricolo sull’eccellenza, sulla cura del prodotto e sulla qualità certificata, l’accordo significherebbe “una concorrenza insostenibile che rischia di travolgere il lavoro di generazioni”.
Ma al danno economico si aggiunge anche un tema di sicurezza alimentare, altrettanto centrale: “Problemi del genere – osserva Catellani – mettono in discussione non solo l’affidabilità delle importazioni, ma rappresentano una minaccia per le nostre filiere reggiane, quelle che tutti ci invidiano perché garantiscono tracciabilità, qualità e controlli rigorosi. È in gioco la fiducia dei cittadini, oltre che il futuro delle nostre imprese”.

Per Cia Reggio Emilia, dunque, la giornata di ieri non rappresenta un punto di arrivo, ma semmai l’inizio di una fase nuova e più consapevole: “Continueremo a farci sentire – conclude Catellani –. Le eccellenze reggiane e il lavoro dei nostri agricoltori meritano un’Europa più attenta, più coerente e davvero equa. Reggio Emilia difenderà sempre ciò che la rende grande, senza paura e senza arretrare di un passo”.