“Io da camera mia sentivo quando picchiavano i portoni delle case vicine con il calcio del fucile. La gente andava ad aprire, e loro si facevano indicare le case dei giovani. Era una nottata tremenda, nevicava tantissimo”.
Sono le parole di Adalgisa Gambarelli, oggi novantaquattrenne, che il 3 gennaio 1945, a tredici anni, assistette al sequestro del fratello Nemo “Italo” Gambarelli e degli altri giovani poi uccisi dal commando fascista a Fellegara.
Quest’anno, in occasione della commemorazione dell’eccidio del 3 gennaio 1945, la rassegna Generazioni (R)esistenti darà spazio a una testimonianza inedita, raccolta recentemente e mai diffusa prima in forma pubblica. Un estratto audio della voce di Adalgisa Gambarelli sarà trasmesso durante la cerimonia, pochi minuti prima del Ballo del Partigiano, per restituire alla comunità il racconto diretto di chi visse quella notte.
Adalgisa ricorda soprattutto i suoni e l’attesa, il propagarsi della violenza nel gruppo di case attorno al Tresinaro:
“Io mi affacciavo appena. Siccome avevamo una camera sola ed eravamo in sette, io dormivo da una zia vedova. Diceva sempre il rosario, e almeno così aveva qualcuno che rispondeva “ora pro nobis””.
Nemo Gambarelli aveva vent’anni, era in licenza militare ed era legato alla 76ª brigata Sap partigiana, come anche Renato Nironi, Roberto Colli e Mario Montanari, gli altri tre giovani uccisi quella notte. “Mio fratello era di leva – racconta Adalgisa – ed era stato dispensato per stare con la mamma. Alla fine della licenza sarebbe andato in montagna col fratello Amedeo”.
Dopo il sequestro, i ragazzi vennero portati nella bottega del paese e torturati. “Quando sono andati via ho sentito che sparavano: sembrava che lo facessero per impaurire la gente”. La speranza durò poco. “Per arrivare alla villa del padrone si passava dal ponte, e lì li hanno visti: erano già per terra, morti”.
La commemorazione di sabato 3 gennaio a Fellegara, con inizio alle ore 11, prevede la cerimonia istituzionale, la deposizione della corona di fiori e un approfondimento storico a cura di Mirco Carrattieri. Subito dopo la trasmissione dell’audio con la testimonianza di Adalgisa Gambarelli, tornerà il Ballo del Partigiano, danzato sulle musiche di Roberto Colli, in un luogo dove durante il fascismo ballare era vietato.
Il programma completo della rassegna Generazioni (R)esistenti 2026 è consultabile sul sito istituzionale del Comune di Scandiano e sulle piattaforme social ufficiali dell’ente.